La tradizione è iniziata in un certo senso nel Natale del 2004.
Era il primo Natale da giovane universitario rampante e avevo tanta voglia di vivere e fiducia nel futuro. La vigilia di quel Natale i miei ex compagni di liceo avevano organizzato una partita di calcio a 7 a mo’ di rimpatriata, come un’occasione per rivedere gli amici di scuola lasciati poco più di un anno prima.
Io e Max eravamo stati invitati a pranzo a casa di Marco, e da lì ci saremmo successivamente diretti verso il campetto. Ricordo che mangiammo tortellini e pollo, ma questa non è un’informazione utile alla mia storia. Subito dopo pranzo Marco disse “Ho comprato dei pensierini per voi”. Noi, un po’ in imbarazzo perché non ce lo aspettavamo e non avevamo comprato alcunché per l’amico, scartammo i regali.
Io avevo ricevuto un piccolo altoparlante. Max un putter, la mazza da golf.
Lo stupore per aver ricevuto in regalo degli oggetti così palesemente inutili fu enorme ma sia nel mio caso sia in quello di Max rimase celato.
Ringraziammo garbatamente. Nessuno face domande.
Quella sera, dopo la partita, io comprai un regalo per Marco e il giorno seguente, Natale, glielo portai a casa. Altrettanto fece Max.
Io gli avevo comprato un berretto da marinaio, Max il diario di Tom e Jerry dell’anno precedente.
Da quel lontano Natale 2004, ogni anno succede la stessa cosa. Ogni vigilia di Natale io e Max pranziamo a casa di Marco, ci scambiamo regali totalmente idioti e poi disputiamo la partita di calcio a 7 con i nostri ex compagni di liceo. Nessuno in questi 7 anni ha mai tirato fuori l’argomento. Non abbiamo mai parlato di questa nostra usanza dei regali imbecilli, non abbiamo mai commentato nessun oggetto regalato o ricevuto in regalo. Semplicemente, ogni 24 dicembre, prima della partita di calcio a 7, io, Marco e Max ci si scambia regali di merda.
Un eventuale avventore che entrasse nella mia stanza potrebbe scorgere, sulla mensola della vetrina di destra, questa serie di strani oggetti, apparentemente scollegati tra loro: un piccolo altoparlante, una scatola di tabacco da fiuto, detergente per il viso dell’Avon, un congegno elettronico che ti permette di comunicare con le piante, un’armonica, una confezione da 24 Giotto, il cd Exit Rosa (raccolta di canti Gregoriani composti a Bologna nel XII secolo), una specie di tamburello africano che se agitato riproduce il rumore del vento, un reggiseno di taglia quarta Calvin Klein, un porta iPod di Hello Kitty (io però non ho l’iPod). Sono alcuni dei regali che ho ricevuto per Natale da Marco e Max dal 2004 al 2010.
Da parte mia in questi 7 anni ho incartato, infiocchettato e cordialmente consegnato i seguenti oggetti: un maglione rosso con pupazzo di neve taglia S bimbo, un ukulele e un flauto (nessuno dei due sa suonare), una copia di Der Name der Rose (Il nome della rosa in tedesco), un canestrino da basket e un pallone da basket che non ci entra, un’irresistibile ampolla di vetro sottilissimo contenente acqua che si riscalda al solo contatto con le mani, una lettiera in vimini per gatti che nessuno possiede, presine da cucina ricamate con motivi natalizi, un porta salsa messicana a forma di sombrero, un cd delle più belle canzoni di Tony Dallara.
Da stasera alla lista si può aggiungere:
- una forchetta auto-arrotola-spaghetti
- un Silk-épil.








